Antonio, appena messo il piede riguardoso e peritante sul morbido e spesso tappeto che in quella stanza impediva affatto il rumore del passo, sentì una tossetta secca, e poi una voce fessa, debole, stonata, che quasi non aveva più nulla di femmineo, la quale diceva:
—C'è qualcheduno costì?
—Sono io, rispose la Carlotta accorrendo sollecita presso la padrona.
La marchesa volse all'insù più che potè il suo capo dondolante, e disse trascinando le parole e stentando nel pronunziare:
—Dov'è?… dov'è Grisostomo?
—È fuori di casa.
—Gli è mezz'ora che chiamo, e nessuno viene… Non ho più il mio campanello… È un ora che lo cerco… chi l'ha preso?
—Eccolo qui: disse Carlotta raccogliendolo in terra e porgendolo alla signora; le era caduto.
—Mi si lascia sola come un appestato… È questo il vostro dovere, canaglia?… Nessuno ha cura di me… Fatemi venire Grisostomo.
—Le ho già detto, signora marchesa, che egli non era in casa.