E volse la testa dalla parte verso cui abbaiava la cagnetta.

Vanardi vide innanzi a sè la pelle d'alluda di quel viso da mummia con due occhi semi-spenti senza luce e senza vita, e si piegò in un profondo inchino.

—Chi è costui? chiese la vecchia quasi atterrita: come qui? chi l'ha fatto entrare?… chiamate Grisostomo, Carlotta.

E la buona ragazza che era Carlotta diede una pasticcina a Mimì per farla tacere; poi rispose alla padrona:

—Gli è uno di quei poverelli cui ella fa tutti i giorni la carità di accordare udienza.

—Ah sì? disse la marchesa che non aveva cessato di fissare il suo sguardo vitreo sul pittore. È raccomandato dal parroco?

—Credo di sì: rispose la giovane con imperturbabile franchezza.

—Come si chiama?

Antonio disse il suo nome.

—Non me ne ricordo… Dev'essere scritto su quella lista che c'è lì sul tavolino. Ah no, quella lì è dei raccomandati da Salicotto… Se non isbaglio, Grisostomo mi ha detto che Salicotto è un poco di buono… Come può mai essere?… Io mi confondo… Voi dunque siete raccomandato dal parroco?… Ah! se ci fosse Grisostomo!… Perchè venite quando non ci è lui?