Lombrichi prese con zelo le difese dell'assente.

—Quel buon Grisostomo! esclamò egli. Non dica così di lui, cara signora marchesa. Il brav'uomo è tutto divoto alla signoria vostra, e se quest'oggi s'è allontanato da lei gli è perchè il servizio e gli ordini di vossignoria ve l'hanno costretto. L'ho trovato non è guari in casa del nostro buon amico, quel sant'uomo di Marone, dove era venuto a prendere notizie di lui da parte della signora marchesa.

—Ah! è vero…. sicuro…. l'avevo dimenticato…. Ce l'ho mandato io per sapere come quel povero Marone sta del suo braccio….

—Della sua gamba, vuol dire; la è una gamba quella che s'è slogata….

—Sì, sì: è ben ciò che intendo io, una gamba.

—Glie ne posso dar io novelle fresche e precise; e' va un po' meglio, ma per alcuni giorni è condannato a non uscire di casa. Uscendo di là Grisostomo andava a parlare col notaio per quel certo affare che ella ben sa….

—Sì, sì: so certo, quell'affare, il mio testamento….

Lombrichi diede una guardata sospettosa alla figura impacciata di
Antonio, ed interruppe:

—Ma ora parliamo di questa preziosa salute. Ci abbiamo dunque una leggiera recrudescenza?… Già…. già…. Vediamo un poco…. Euh! euh!

—Ebbene?… Che cosa mi ordina lei per rimettermi un po' meglio?