—E fu in casa vostra, soggiungeva Lombrichi, che venne ricoverato
Marone allorchè cadde giù della scala.
—Appunto.
—Oh, oh! tornò ad esclamare la vecchia; siete voi che avete soccorso quella santa persona!…
Le cose parevano incamminate il meglio del mondo in favore del nostro povero Antonio, quand'ecco la sua cattiva stella, per rovinarlo, mandar in iscena un nuovo personaggio: il signor Grisostomo.
Era un uomo grande, grosso, a lunga barba nera, a spalle quadre, a faccia e modi volgari, non privi d'impertinenza. Entrò con una certa padronanza, e gettò intorno uno sguardo scrutatore.
—Oh, oh! quanto gente c'è qui! diss'egli di subito, senza nemanco salutare. Evviva signora marchesa! La compagnia non le manca.
All'udire la voce di costui la vecchia aveva voltato ratto la testa tremolante, e lo guardava con quegli occhietti spenti che parevano in tal momento animarsi un poco.
—Ah siete qui buona lana? disse la marchesa. Sapevate ch'io stava peggio, lo sapevate, e m'avete lasciata sola tutta la mattina.
E Grisostomo, venendo accosto alla padrona con molta famigliarità, e rassettandole le robe ond'era coperta, ch'essa, nell'atto del rapido voltarsi, aveva un poco disacconciate:
—Eh! sono stato fuori per suo servizio e dietro suo comando, sa bene?