—Ah, ah, ah! sempre di buon umore lei!.. Le auguro che continui…. Sì, le auguro che coll'aiuto della Provvidenza e della santa Vergine (ed alzò gli occhi al lucernario) lei e la sua famiglia possano sempre star nella grazia di Dio… Eh, eh! siamo presto al Natale ed alla fine dell'anno.
—Ci abbiamo ancora quindici giorni… disse timidamente Antonio.
—Che cosa sono quindici giorni? La vede come passa il tempo!… Sembra la settimana scorsa soltanto che l'anno è incominciato, ed eccoci già invece all'anno nuovo.
—Questo è vero.
—Dunque, buone feste e buon fine e buon principio.
—Grazie mille: rispose Antonio. Ed altrettanto a lei, signor mio, che il Cielo le mandi ogni sorta di bene.
E Rosina a soggiungere colla vivacità della sua parlantina:
—Sì, certo; quantunque lei non ne abbia bisogno, che lei è un signorone che ne ha di ogni grazia di Dio a bizzeffe…
—Cioè, cioè: interruppe Marone sorridendo, scotendo il capo ed agitando la mano; non bisogna credere tutto quello che dice il mondo delle mie fortune. Anch'io, benedetta la pazienza! ho i miei impicci… Non mi lamento già!! Curvo rassegnato il capo ai decreti della Provvidenza; ma anche per me questi sono cattivi tempi. La ricchezza vera e sola di cui posso vantarmi è una pura coscienza.
—Pura come l'acqua sporca: pensò Vanardi fra sè gettando un'occhiata impaziente e quasi indispettita sulla faccia ipocrita del padrone di casa.