La cagione che aveva menato Orsacchio in città era sempre quel benedetto ritratto che egli voleva possedere ad ogni costo. Informatosi se il pittore fosse in casa, e saputo dalla portinaia ch'egli era assente, Orsacchio era salito al quartieretto di Vanardi, ed alla Rosina aveva detto senza preamboli, additandole il quadro:
—Datemi questa tela e vi pagherò cinquecento lire….
La donna allargò tanto d'occhi.
—Cinquecento lire! ripetè essa.
Orsacchio scambiò la meraviglia di lei per irrisoluzione, e pressato qual era di finirla, soggiunse:
—Seicento… ottocento, via, e non esitate più…
Rosina non esitò punto.
—Manderò a prenderlo domani o dopo domani. Lo consegnerete a chi ve ne recherà il denaro.
—Mandi al mattino dallo dieci alle undici; a quell'ora mio marito non c'è.
—Va bene.