Ma ella, scrollando il capo, con una pacatezza da scema, rispose:

—No, no, non voglio… sto bene qui… sto molto bene… amo il mio giardino… benchè ci sia la neve… ma la neve andrà via e torneranno i fiori…

Il marito le strinse violentemente il braccio e accostando le sue labbra all'orecchio di lei, quasi da toccarlo:

—Non obbligatemi a mezzi di rigore, le disse. Voglio essere ubbidito, lo sapete.

La poveretta diede in uno scossone come chi da una placida quiete venga improvvisamente turbato per un alto terrore. Mandò un grido, e fece a sciogliersi dalla stretta della mano di lui.

—Lasciatemi, lasciatemi!… Ah, voi mi fate male… Lasciatemi stare per carità.

La si dibatteva per divincolarsi; egli s'avviò verso la porta, trascinandola a forza dietro sè: Gina gettava grida di spavento e s'attaccava dall'uno all'altro a tutti i mobili della stanza.

—Tacete! tacete! le diceva sommesso il feroce.

—No, no, urlava essa: non voglio partire, voglio rimaner qui…
Uccidetemi piuttosto.

Orsacchio l'afferrò per le due braccia, la tirò violentemente a sè, la strinse riluttante al suo petto, le pose innanzi al volto il suo orribilmente contratto, e con accento crudelissimo le disse spiccato: