Bancone mandò una grossa bestemmia da scandalizzare un vecchio caporale.
—Ma c'è qui suo suocero: continuò Bernardo.
—Suo suocero! esclamò il banchiere. E che cosa m'importa dello suocero? Andate a chiamare l'assessore di pubblica sicurezza.
Biale s'avanzò.
—Un momento, di grazia, diss'egli con nobile accento: la prego.
Bancone mirò il volto pallido e commosso del capitano: quelle sembianze severe ed oneste gli imposero.
—Che cosa la mi vuole?
—Prima di gettare il disonore sopra un nome ed una famiglia si compiaccia riflettere.
—Riflettere! proruppe Bancone trasalendo sulla poltrona: e intanto il merlotto se la batte col bottino… Fossi matto!
—Ma se fosse un equivoco?