—Sì, signore, disse questa sollecita: andavo a fare una commissione, e se la vuol sapere, andavo a cercar del lavoro. Mi avevano detto che la sarta, la quale abita costaggiù alla seconda cantonata, cercava delle cucitrici; e siccome io, non fo per dire, ma coll'ago e il refe in mano sfido qualunque siasi ad avere un punto più sollecito e più fino e più eguale, sono andata ad esibirmi… Eh sì! la mi ha detto che ne aveva già due di troppo di operaie…
Marone trasse un sospiro e levò gli occhi al soffitto.
—Il lavoro manca per tutti, e non ci furono mai tante miserie come a questo tempo. La Provvidenza ci vuol punire tutti quanti dei nostri peccati, delle nostre empietà, della guerra sacrilega che facciamo alla Chiesa ed al clero.
Chinò il capo in aria tutto compunta, appoggiò le mani incrociate al petto curvo, e parve recitare una giaculatoria.
Antonio si morse i baffi per fermare sulle sue labbra le parole insolenti che avevano una matta voglia di venirne fuori.
—Ah, sì, disse la Rosina, ci sono molte miserie nel mondo, e non vi fu mai bisogno come ora che si eserciti la carità del prossimo.
Il padrone di casa fece un cenno affermativo col capo e colle mani, per significare che approvava vivamente quel che diceva la Rosina.
E questa continuava:
—E per fortuna ce n'è ancora di carità nel mondo.
—Dica per grazia di Dio.