Con quanta impazienza Lisa attendesse il ritorno di suo padre è più facile immaginare che dire. Quand'egli giunse si precipitò verso di lui, e venne a cadere fra le sue braccia.
—Gustavo è innocente, esclamò ella. Non è vero che Gustavo è innocente?
—Voglio ancora sperarlo, rispose il padre, non osando dire la tremenda verità: ma intanto conviene tosto provvedere che niuno pel fatto suo abbia danno. Tutto ciò che io posseggo è tuo, sei tu pronta a sacrificarlo?
Lisa non lo lasciò terminare.
—Tutto, tutto, diss'ella. Purchè Gustavo sia salvo… e torni presto… O cielo! s'egli non avesse a tornar più?
Intanto l'autorità a cui s'era sporta denunzia avvisava per telegrafo tutte le stazioni di carabinieri, lungo la linea di ferrovia per cui si appurò essere partito Gustavo, perchè si cercasse del fuggitivo e lo si arrestasse.
Un giorno solo era trascorso e la povera Lisa pareva aver passati anni di dolore: anche suo padre era disfatto e scoraggiato. Il bravo uomo già aveva date tutte le disposizioni per vendere il suo piccolo avere, e si addolorava forte perchè non bastasse a pagare l'intiera somma da Gustavo derubata.
Verso le dieci ore padre e figliuola furono riscossi dal suono del campanello. Questa volta era Carlotta, la cameriera della marchesa di Campidoro, che domandava sollecita di parlare alla signora Pannini.
Venuta innanzi a Lisa ed al capitano, la giovane cominciò a chiedere scusa del presentarsi così di suo capo, non mandata da nessuno, ma soggiunse non averci potuto resistere, aver ella troppo interesse e troppa simpatia per la buona signora Lisa da vedere con indifferenza la solenne birbonata che si voleva compire a danno di lei. Pregata di spiegarsi, raccontò come da un pezzo ci fosse intorno alla marchesa una gara fra Grisostomo, il curato, il dottor Lombrichi, il signor Marone e il cavalier Salicotto a dar la caccia all'eredità dei Campidoro: che negli ultimi giorni i fili s'erano venuti stringendo, che fattasi una lega fra tutti, escluso Salicotto, cui avevan trovato modo di levare ogni considerazione nello spirito della marchesa mercè la storia narrata dal dottore del modo di governarsi di quel tale verso suo padre, aveano deciso di spartirsi fra loro la torta; che da un po' di tempo stavano a' panni alla marchesa perchè rifacesse dietro loro intenzione il suo testamento, che per una ragione o per l'altra non ci avevano mai potuto riuscire, ma che di quel giorno medesimo, premendo la cosa perchè la vecchia era molto giù, si voleva finire la bisogna. La buona Carlotta pertanto veniva ad avvisare la signora Lisa perchè accorresse subito presso la santola, la quale vedendola o non avrebbe più fatto il nuovo testamento od almanco non ci avrebbe più dimenticata la figlioccia, come quei brutti musi la volevano indurre a fare.
Detto ciò, la buona ragazza scappò tosto per tornare a casa prima che la sua mancanza vi fosse avvertita.