Appena entrato col notaio, Grisostomo andò innanzi, e s'avvicinò sollecito alla giacente dalla parte del letto verso la parete.
—Il notaio è qui finalmente: diss'egli.
Non s'udì risposta alcuna dell'ammalata.
Il dottore col più lezioso de' suoi sorrisi sulle labbra s'accostò al notaio che stava là piantato, senza vederci ancora distintamente in quella oscurità, e gli disse:
—Lei avrà già preparato l'atto?
—No, signore.
—La sarebbe stata più spiccia. Pazienza! S'accomodi qui e lo rediga subito, chè la signora marchesa desidera far presto.
Egli accennava il tavolino col lume.
—Scusi, disse il notaio, ma per ragione del mio ministero, mi bisogna parlar prima colla cliente.
S'avvicinò al letto. I suoi occhi già avvezzi a quella poca luce videro l'ammalata che già pareva morta, cotanto era gialla e senza espressione nel volto: aveva però gli occhi larghi e quasi inquieti.