L'uscio della camera della marchesa si aprì e il dottore Lombrichi porse in fuori la testa.

—Grisostomo, diss'egli: venite, si tratta di farla sottoscrivere.

Lisa partì, come potete pensare, per non tornare mai più in quella casa.

Mezz'ora dopo Grisostomo cercava di Carlotta, ed avutala a sè, le diceva:

—La signora marchesa, nel suo testamento, ha lasciato una buona somma a tutti i servitori maschi e femmine che si troveranno in sua casa il dì della sua morte; voi, mia cara, non godrete di questo vantaggio, perchè da questo giorno medesimo voi andrete fuori… E ci avrete guadagnato codesto a voler fare la generosa protettrice d'altrui.

Pochi giorni dopo la marchesa di Campidoro moriva. Aperto il suo testamento si trovava ch'ella aveva lasciato erede la Congregazione di Santa Filomena coll'obbligo d'una rendita annuale al parroco per tante messe e per largizioni ai poveri; e che a Grisostomo aveva assegnato un legato vistosissimo col patto di mantenere ed aver cura della cagnolina Mimì, ed al dottor Lombrichi un lascito considerevole. Alla sua figlioccia un legatuccio di cinquemila lire.

Salicotto, dimenticato per l'affatto, scrisse un articolo di fuoco contro le mene dei clericali captatori di eredità.

XXVII.

Sono passate oramai ventiquattr'ore da che Vanardi è uscito per disperato di casa sua, e Rosina non l'ha più visto ritornare. Nella buona donna, di cui vi ho già detto più volte che l'indole era eccellente, non aveva tardato molto a svanire del tutto la collera che l'aveva spinta alle troppo male parole contro il marito; onde la s'era pentita forte, e la paura l'aveva assalita potentissima che Antonio, irritato di soverchio, non ponesse in atto la minaccia di tornar più.

La notte angosciosa ch'ella passò nella vana attesa del marito aveva servito sempre meglio a macerarle per così dire l'animo ed ammollirne la tempra. Quando la prima luce del mattino la sorprese, levata ancora, tutto freddolosa, gli occhi rossi dal piangere, il pentimento l'aveva così conquisa ch'ella proponeva, giurandolo a sè stessa, d'essere d'ora innanzi pel marito una vera pasta di zuccaro.