E senza aspettare fece scorrere nella mano del locandiere le promesse monete. Siffatto argomento persuase affatto quel brav'uomo che si pose egli stesso con molto zelo ad aiutare lo stalliere nell'opera dell'allestire i cavalli.
Il viaggiatore uscì sulla spianata, e tornò a guardar giù con ansietà. Due carabinieri a cavallo erano giunti appiè della collina e cominciavano a salir lentamente su per l'erta che menava al villaggio.
Questo viaggiatore ho io bisogno di dirvi chi fosse? Era Gustavo Pannini perseguitato già dal rimorso e dalla paura dell'umana giustizia. Partitosi, come vi ho narrato, con un treno di ferrovia, non aveva tardato a pentirsi d'aver scelto questo mezzo di fuga: troppe erano le persone che ci s'incontravano. Alla prima stazione abbandonò quella strada e quella direzione, e si diede a studiare come farla, camminando solo traverso la campagna. Stabilì, nel primo luogo in cui ciò gli fosse possibile, di procurarsi una carrozza e di affrettarsi con essa, per istrade meno usate e più fuori mano, verso la frontiera.
Giunse appunto in una piccola città in cui gli venne fatto di eseguire il suo disegno. Comprò un paio di pistole, risoluto in ogni caso, prima ad uccidersi che cascar vivo nelle mani della giustizia; si procurò un calesse da viaggio, e via con tutta la rapidità che gli concedevano le strade e i mezzi di trasporto: ed ecco di qual guisa era arrivato quel mattino al villaggio, dove, spinto da ragioni presso che le medesime, colla medesima intenzione era già Orsacchio.
Questi stava appunto per chiamar l'oste ed ordinargli attaccasse i cavalli, quando udito lo scalpitar di questi nel cortile, si fece alla finestra e vistili usciti dalla scuderia coi fornimenti si persuase che si allestisse la carrozza di lui alla partenza. Fece quindi levare la povera Gina, e con essa discese le scale e s'avviò fuori del portone sulla spianata, dove in vero una carrozza da viaggio stava bella e pronta a partire.
Ma colà giunto Orsacchio s'avvide che la carrozza non era la sua, e che un altro viaggiatore sollecitava gli stallieri che finivano di attaccare i cavalli. Si volse all'oste aggrottando in modo molto minaccioso le sopracciglia.
—Non è dunque per me che si allestiscono questi cavalli.
L'albergatore si inchinò molto impacciato.
—Signor no: rispose.
Orsacchio proruppe con violenza: