Gustavo guardò nuovamente giù della scesa; il suo aspetto si sconvolse vieppiù; gli occhi balenarono; trasse di tasca le sue pistole e le appuntò al petto d'Orsacchio.

—Si ritragga o sparo.

Orsacchio, invece d'arretrarsi, tentò abbrancare le canne delle pistole. Un colpo partì: vi rispose un grido soffocato. Gustavo fu libero; sorse in piedi, s'abbrancò al piccolo schienale del seggiolo del cocchiere e puntando la pistola al postiglione, gli gridò:

—A te ora… di galoppo o ti spacco il cranio.

Orsacchio era caduto sanguinoso; a quello sparo, a quella vista, Gina si riscuoteva tutta, mandava un urlo e si rappiattava spaventata contro la parete della casa. L'oste sul ciglio della spianata chiamava colla voce e coll'agitar delle braccia i carabinieri, i quali all'udire quel colpo avevano alzato la testa e stavano guardando qua e là per vedere che fosse. La carrozza partiva di gran galoppo.

Pochi istanti dopo, i carabinieri, i quali ai cenni dell'oste avevano sollecitato il passo delle loro cavalcature, giungevano sul luogo. Orsacchio era morto sul colpo. Gina dalla vista di quel sangue era mandata in una di quelle crisi che l'assalivano di quando in quando. I carabinieri, udito sommariamente il fatto, cacciarono gli speroni ne' fianchi ai cavalli, e via di gran corsa dietro la carrozza di Gustavo, la quale era già sparita al fine della strada che attraversava il villaggio.

XXIX.

Già erano parecchi dì che sopra il volto severo e patito del capitano Biale non appariva più cosa che pur di lontano somigliasse a un sorriso; come poi la povera Lisa fosse dal suo dolore distrutta ve lo lascio immaginare, essendo cosa più facile figurarsi che dire. Pure un giorno, il capitano venne innanzi alla moglie di Gustavo con una cera tanto più disfatta del solito, che essa tutta si scosse pel subito timore d'ogni peggior male: mandò un grido, si gettò perdutamente sopra il seno del padre, affissandone ansiosa le sembianze, e non osando o non avendo tampoco la forza di formulare le varie affannose interrogazioni che si accalcavano sulle labbra, tutte le espresse in una sola parola che parve le erompesse proprio dal fondo dell'anima:

—Gustavo?

Il padre la strinse molto affettuosamente al petto e reclinò su di lei la faccia commossa: