Questa che aveva udito entrare qualcheduno senza veder chi fosse, per avere le spalle rivolte all'uscio, aveva preparato il suo più bel sorriso con cui già da una settimana soleva salutare gl'inquilini del primo e del secondo piano in previsione e per esca delle strenne che avevano da venire alla fin del mese; ma poi visto chi era, conobbe che quel sorriso era perfettamente sciupato e decise tosto risparmiarsene la spesa: tornò di botto in tutto l'ingrognamento della scontrosa espressione di faccia che le era abituale.
Antonio, egli, salutò umilmente, e, con tutta la suggezione d'un supplicante che domanda una grazia, pregò sor Agata mandasse il figliuolo a recar quella lettera al suo indirizzo.
Sor Agata indugiò un momento a rispondere. Fu presso a dire a quel noioso che andasse con Dio, come si fa ad un pezzente che vi secca domandandovi l'elemosina; ma ebbe la generosità di non farlo; prese con isgarbo la lettera che Vanardi le porgeva e ne lesse l'indirizzo.
—Ah, ah! la scrive ancora a suo zio il droghiere… diss'ella con impertinente famigliarità: un altro foglio di carta sciupato… Bene; quando mi sarà di comodo manderò colà Giacomo.
—Se volesse aver la compiacenza di mandarlo il più presto possibile: osò balbettare il povero inquilino.
Ma la fiera portinaia lo fulminò con uno sguardo corrucciato che lo indusse subitamente al silenzio.
—Lo manderò quando si potrà: disse sor Agata con accento imponente. Spero bene che ella non vorrà che per gusto di lei si trascuri ciò che abbiam da fare!
Antonio protestò con una mimica piena di umiltà, ed uscì colla rassegnazione di chi non ha danari da pagare in altri lo zelo, l'interesse, nè anco la cortesia—perchè tutto si paga in questo mondo.
Entrò quindi nella farmacia.
Il farmacista leggeva il suo giornale seduto presso il braciere coperto da una gran campana di latta gialla traforata intorno a ghirigori, gli occhiali sulla punta acuminata del lungo naso, il solito berretto a lunga visiera in capo. Due garzoni si annoiavano colle mani in tasca ad aspettar gli avventori. Un uomo di servizio pestava nella retrobottega in un mortaio d'ottone che mandava il più assordante ed il più irritante rumore del mondo.