—Poveretto!… E la famiglia?

—Figuriamoci!… Senza pane, senza padre… Ah! ce ne sono di disgraziati al mondo!… Ma il giornale annunzia che si sono fatte parecchie collette, e che tutti si sono affrettati di venire in soccorso degli orfani.

—Povera gente! Povera gente! esclamava Antonio al quale erano venute le lagrime agli occhi.

Il pensiero di quei miseri orfani lo aveva condotto a quello dei suoi figli, a cui egli eziandio non sapeva oramai come procurar pane. E che sarebbe stato di essi, se il padre per un caso qualunque venisse lor tolto?

Lo speziale che vide l'interessamento del pittore per quel racconto, prese il giornale e glielo porse.

—Se lo vuol leggere, ecco qua il giornale. Veda lì, nella cronaca, terza colonna, seconda pagina… Ma prenda pur seco il foglio; io già l'ho letto… lo esaminerà con comodo, e lo farà leggere eziandio alla signora Rosina: ciò forse la vorrà interessare…

—Ma…

—Niente, niente, lo metta in tasca… Me lo renderà poi a suo comodo: io non ne ho punto bisogno.

Antonio prese il giornale, e si dispose a parlare di ciò per cui era venuto; ma il chiacchierone dello speziale, per cui tacere era impossibile, lo prevenne colle sue interrogazioni.

—Potrei servirla in qualche cosa, caro signor Vanardi?