Lo speziale diede maggior intensità alla leggiadria del suo sorriso e del suo portamento.

—Un vento, rispos'egli lanciando delle occhiate lampeggianti, che è buono sopratutto per me, e che vorrei mi fosse anche un buon evento.

Intanto s'era accostato alla donna, e le aveva preso una mano. Gliela strinse più forte che non facesse di solito, la tenne un po' fra le sue, poi mandò un sospiro, e recandosi la mano di lei alle labbra vi pose su un grosso e prolungato bacio.

Rosina, alquanto stupita, levò il suo sguardo in volto allo speziale, e gli avrebbe forse domandato spiegazione della novità, quando la vista della toilette che il suo visitatore avea fatta le destò altro stupore e le fece mandare altra esclamazione.

—Oh, oh, cospetto! diss'ella. La si è messo in fronzoli. Che cosa vuol dire codesto?

—Vuol dire, vuol dire, rispose Agapito che si grattava la punta del naso come per farne uscire le parole: vuol dire che avendo un momento di libertà… ed avendo inoltre da parlarle, signora Rosina… cara signora Rosina… mi sono procurato il piacere, il grande, il massimo piacere di venirle a fare una visita.

Rosina aveva tolto da quelle di Agapito la sua mano, ed aveva ripreso tranquillamente il suo agucchiare.

—Che? disse, la vorrebbe farmi credere che ha fatto quello sfarzo d'acconciatura per venir da me?…

—E perchè no? Gli è le persone che più si stimano, che più si amano, per cui…

—Ma s'accomodi.