Alla cantonata vide con spavento il pizzicagnolo fuor della sua bottega, a discorrerla col panattiere.

—Signor Vanardi, quand'è che mi paga? cominciò il primo de' due, appena fu a tiro.

—E me? soggiunse il secondo.

—Abbiano pazienza ancora un poco: rispose il povero diavolo. Spero che…

—Ne ho avuto anche troppo di pazienza: esclamò l'uno.

—Ed ancor io, ma non voglio più averne: disse l'altro.

—L'avverto che di quest'oggi stesso mi provvederò in giustizia.

—Ed io pure.

Vanardi fece come avea fatto col carbonaio: non disse più verbo e tirò dritto.

—Facciano, diceva a sè stesso con rabbia e dolore. Animo, addosso tutti: coraggio, mi ammazzino, mi squartino addirittura. Ciò farà loro piacere, può darsi: ma farli avere il fatto loro?… Sfido io!… Di quest'oggi il mio padrino riceverà la mia lettera. Che effetto avrà essa?… Quella è l'ultima mia speranza. Se la mi fallisce non mi resterà più nessun mezzo… E che cosa dovrò fare? Ammazzarmi?