—Giusto! La marchesa di Campidoro.

—Ed ha sposato un tale che è segretario d'un banchiere….

—Bravo! Pannini, segretario di Bancone…. Tu dunque la conosci questa famiglia?

—Io no. Ne ho sentito parlare son pochi minuti nella spezieria di messer Agapito, da una cameriera della marchesa.

—Spero che del signor Biale la ne avrà parlato bene, disse vivacemente Giovanni Selva.

—Non ha avuto occasione che di nominarlo; ma disse le più lusinghiere parole della signora Pannini.

—E se le merita davvero! Una cara personcina, tutto leggiadria ed affetto. E come ama suo padre e suo marito!… Il signor Biale, a cui è unica figliuola, come puoi capire, l'adora. Egli è appunto per mezzo loro che spero farti ottenere un posticino negli uffizi del signor Bancone. Pannini è assai nelle buone grazie di costui; e inoltre—ciò che vale anche più—è amicissimo del primo commesso, il quale tanto nella banca come nella casa di quel re da denari fa tutto ciò che vuole. Dirò al suocero ed alla moglie di Pannini che lo inducano a parlar per te. Non gliene parlo io stesso, perchè io e lui non ce la diciamo di troppo. Egli avvezzo alle grandigie ed agli sbarbagli della ricchezza guarda con occhio un po' troppo altezzoso le mediocri fortune d'un povero letterato come son io, e quanto ad orgoglio io non istò al di sotto di nessuno: dunque ci trattiamo freddamente, e ciascuno va per la sua strada. Ma quel giovane ama di molto sua moglie, e s'ella glielo dice farà tutto quello che può in favor tuo. Di questa sera io parlerò al signor Biale e mia moglie parlerà a madama Pannini, e domani stesso spero di andarti a portare a casa tua qualche non iscoraggiante risposta.

—Mio caro Giovanni: esclamò Antonio, gettando le braccia al collo dell'amico; non ti ringrazio nemmeno; perchè non lo potrei a dovere; ma la salvezza della mia famiglia che dovrò a te…

—Basta! Tu costeggi il pericolo d'imbrogliarti in una bella frase.

—Tranquillati, lascio lì di botto: ed anzi t'esprimerò un dubbio….
Ah! la disgrazia fa diventar scettico.