—Sor sì: rispose avanzandosi il giovane, i cui stupidi occhi si fissavano con manifesta ed ingenua cupidigia sui commestibili e sulle bottiglie che stavano sul desco.
—Oh che bravo figliuolo! soggiungeva il pittore. Vi ringrazio tanto… E mio zio ce l'avete trovato?
—Sor sì: ripeteva il figliuolo della portinaia non istaccando l'avido sguardo dal salame e dal prosciutto affettati che mandavano un solleticante odore dai piatti di maiolica in cui erano stati ordinatamente disposti.
—Va benissimo: disse Antonio. Voi ci direte per filo e per segno com'è andata la cosa. Prendete una seggiola… Quella appunto… Non impugnatela per la spalliera che la traversa vi resterebbe in mano… Venite a seder qui presso di me… Lì!… Piano e con precauzione, ve', perchè la è un po' scassinata… Così… Ed ora parlate.
—Sor sì… Auguro loro buon appetito…
—Grazie.
—Anche a lei, madama.
—Grazie tante.
—A proposito, disse Antonio che era di carattere il più largo e generoso, bereste una volta con noi?
Giacomo chinò la testa fra le spalle, fece boccuccia, mando giù la saliva e lo sguardo disse chiaramente quanto ciò gli sarebbe stato a grado.