Di quando in quando il padre levava il suo serio e sereno sguardo dalle pagine del libro e lo faceva guizzare verso la diletta figliuola, ed era allora sollecita la buona Lisa a richiamare sulle sue fattezze la usata espressione di tranquilla e beata ilarità, ed a fare che l'occhio paterno incontrasse il più lieto di lei sorriso; imperocchè ella avrebbe voluto fare ad ogni modo acciocchè il segreto turbamento che era in lei non apparisse allo sguardo amoroso e perspicace del padre.
Di cotal turbamento che da alquanto tempo la possedeva, era cagione il marito, il quale, benchè amoroso e carezzevole sempre, pure aveva da parecchi giorni qualche cosa di nuovo e di strano nei suoi contegni, che dava mille indefinite paure alla Lisa.
Il primo lievissimo velo di nube che costei aveva visto salire sul sereno orizzonte della sua felicità coniugale era provenuto da quella sciocca ambizione di sfoggio che Gustavo pareva avere ereditata dal padre e dal nonno. Vedutolo sopra pensiero alcune volte, la giovane moglie l'aveva interrogato con ansioso affetto, timorosa che alcun cruccio ne angustiasse l'anima, ed aveva scoperto con dolorosa meraviglia come a lui non bastasse per essere felice la fortuna di quel tanto e spartito amor loro ed invidiasse nel profondo del cuore le distinzioni sociali, gli sbarbagli della ricchezza di cui godevano altri nel mondo. Rimproverato amorosamente dalla giovine donna, perchè potesse ad altro ancora rivolgere il pensiero e il desiderio, che l'amor loro non fosse, quando la Provvidenza era stata così pietosa per essi da conceder loro sì fortunata sorte, Gustavo aveva risposto che non tanto per sè andava egli desiderando la ricchezza e i suoi vantaggi, quanto per lei, sua diletta sposa, che avrebbe voluta la prima in tutto e per tutto e la più ammirata dovunque.
—Ma ciò, soggiungeva egli tutto infervorato, sta pur certa che avverrà senza fallo, o ch'io perderò il nome. Voglio mettere ai piedi della mia bella Lisa una fortuna principesca; e quando io voglio una cosa…
Con pari ardore Lisa lo interrompeva per protestare ch'ella si trovava abbastanza contenta della modesta agiatezza del loro stato, che ciò che importava al suo cuore era ch'egli l'amasse sempre e che le ricchezze, non che non desiderarle, non che non sapere che cosa farne, ma le temeva benanco quali insidie della sorte, come temeva ogni cambiamento nelle sue condizioni presenti che le tornavano le migliori possibili.
Gustavo crollava la testa, faceva un suo cotal sorriso misterioso e conchiudeva con dire abbracciandola e baciandola:
—Vedrai, vedrai; lascia fare a me e non temere di nulla.
Lisa si racchetava, ma sarebbe stata assai più tranquilla se il marito avesse rinunziato ad ogni velleità di simile ambizione. Gustavo aveva sempre usato frequentare di molto le veglie e le feste della società elegante. Aveva la sciocca smania di comparirvi riccamente vestito di tutto punto e starvi a paro coi più doviziosi; seguiva gli esempi e le traccie del signor Padule, il primo commesso di Bancone, che incarnava sempre in sè l'ultimo figurino delle mode. Non c'era convegno, non solennità, non festa, per cui egli tanto non facesse da riuscire ad avervi l'invito. La moglie aveva condotta seco alcune volte, ma poi si era dovuto a ciò rinunciare perchè le acconciature di lei costavano troppo più di quello ch'essi potessero spendere, e perchè Lisa medesima che ci trovava un mediocrissimo diletto aveva determinato assolutamente di non volerci metter più il piede. E di molto le doleva che il marito abbandonasse tutte le sere lei e suo padre soli, e non trovasse pur mai che una veglia in famiglia valesse il sacrifizio d'una di quelle concorrenze piene di soggezione; le doleva tanto più che il tempo da passare insieme coll'amato uomo fosse così ridotto sempre a meno, poichè di giorno le occupazioni di Gustavo alla Banca gli lasciavano poche ore libere, e le sere, il mondo lo toglieva affatto alla moglie.
Non andò guari che Lisa si accorse una segreta preoccupazione essere nell'animo di suo marito; allo sguardo d'una donna amorosa non isfugge mai un simil fatto. Lo interrogò: egli rispose colla più franca negativa; e qualche tempo di poi si mostrò veramente così allegro, che ogni sospetto dovette dileguarsi dall'animo di Lisa. Gustavo era più amoroso che mai; recò a casa per la moglie i più splendidi e suntuosi regali di ori, di gioie e di vesti, così bene ch'ella dovette rimproverarnelo, e non osò mostrarli al padre che più severamente ne avrebbe ripreso la follìa del genero.
Ma quest'allegria fu una fase che non tardò a passare per lasciar scorgere all'occhio scrutatore di Lisa i segni d'una nuova e maggiore preoccupazione nel marito; e tale che da alcun tempo sembrava a lei fosse addirittura un cruccio che ne tormentava l'animo. Aveva ella di nuovo interrogato Gustavo con tutto interesse e con tutta amorevolezza; ed egli a risponderle di bel nuovo press'a poco come prima: non se ne ponesse in pensiero, non essergli capitato nulla, e fra poco tempo vedrebbe che tutto andava per la meglio.