Conosciuti quali erano dalla fantesca, i due visitatori avevano potuto inoltrarsi senz'essere annunziati. All'udir gente che entrava il signor Carlo aguzzò lo sguardo verso l'uscio; ma non vedendo bene chi fosse nella penombra prodotta dal coprilume, sollevò questo dal globo della lampada, e fece spandere la luce per tutta la camera.
—Siate i benvenuti, miei cari vicini: disse egli con molta cordialità, ravvisandoli tosto, e chiuso il libro lo ripose sulla tavola per porgere la destra a Giovanni che s'avanzava verso di lui.
Lisa, appena visto ancor essa chi entrava, s'era levata vivacemente da sedere con un'esclamazione di affettuosa letizia ed un saluto amichevole, ed era corsa incontro all'Adelina ad abbracciarla.
—Lei sta bene, signor capitano? disse Giovanni stringendo con deferenza la mano leale del padre di Lisa.
—Benissimo, grazie. Di lei non lo domando neppure; lo si vede abbastanza…. E neanche di lei signora, soggiunse con un sorriso di galanteria, volgendosi ad Adelina, la quale s'era seduta dall'altra parte del tavolino, accosto alla Lisa. Ella è un fior di rosa.
La moglie di Selva, sorridendo, minacciò scherzevolmente il signor
Biale coll'indice della sua piccola mano.
—Ah, signor capitano! Lei mi vuol fare imbizzarrire.
—E il signor Pannini? domandò Giovanni.
Il capitano fece una smorfia di cattivo umore e crollò le spalle con atto di malcontento.
—È di là, rispose, in grandi occupazioni di teletta. Non so quando avrà finito. Per me gli è un'ora che m'impaziento per tanta grulleria.