— Oh oh! Aveva incominciato uno dei bevitori ammiccando cogli occhi: un muscadino con tanto di guanti alle mani.
— E che vien egli a fare qui, questo bel coso? Aveva detto un altro.
— Che sì ch'ei si mena dietro il nipotino della Gattona: soggiunse un terzo che conosceva il piccino da cui lo sconosciuto era accompagnato.
— Un milorde che viene a cenare colla frittata alle cipolle di mastro Pelone.
— Gli è proprio il piccin della Gattona quel marmocchio: disse un altro. Sta a vedere che sto bastarduzzo ha trovato finalmente suo padre, che è questo milionario, il quale viene a pagargli il buon arrivo con un quintino di quel brusco di quest'oste della malora.
E sghignazzavano seguitando coll'occhio beffardamente insolente lo sconosciuto che s'avanzava senza darsene per inteso, come se quello non fosse fatto suo.
Per arrivare al desco disoccupato, convenne al nostro personaggio passare accosto a due uomini che stavano cioncando e discorrendo seduti alla tavola immediatamente prossima a quella verso cui camminava il nuovo venuto. Costoro erano due tipi curiosi e degni di fermar l'attenzione dell'osservatore; e siccome avremo da trovarli attori non degli ultimi nelle scene del nostro racconto, non è fuor d'opera che ci fermiamo alquanto ad esaminarli.
CAPITOLO III.
Questi due uomini appartenevano l'uno e l'altro alla classe degli operai, ed al vederli poteva dirsi che contavano fra i più miseri di essi. Erano presso a poco della medesima età, fra i quaranta e i cinquant'anni; ma uno recava nelle sembianze tutti i segni dei patimenti fisici e morali cui conduce seco la miseria, onde pareva troppo più invecchiato che l'età non volesse, mentre l'altro, quantunque nei panni fosse strappato e sordido al pari e più del suo compagno, aveva nelle guancie rubizze, nella corporatura piena e robusta un certo aspetto di floridezza e di benessere che contrastava affatto col suo vestire da accattone.
A dispetto di questa differenza, chi li mirasse aveva da sentire più fiducia verso il primo che non verso il secondo. Quello, nella sua aria di sofferenza e di scoraggiamento, e diremo anche di degradazione, aveva pure alcuna traccia di bontà, e un resto di quel non so che onde si svela all'apparenza l'anima onesta; mentre il suo compagno nella sua faccia grassa e colorata portava l'espressione dei più bassi istinti, e nello sguardo degli occhi piccoli e nascosti sotto folte sopracciglia di color fulvo, aveva qualche cosa di losco, di falso e di feroce.