«Ma essa, cui il dolore in quel punto faceva giustamente prevedere il futuro, mi rispose crollando il capo:
«— No, no, Gian-Luigi non tornerà più a vedermi. Egli mi dimenticherà del tutto..... forse mi ha già dimenticata fin d'adesso..... Non lo avrò a chiudermi gli occhi quando morrò; e chi sa se potrò ancora vederlo più sulla terra!
«Si tirò sugli occhi il fazzoletto di cotone onde si copriva il capo e mi pregò la lasciassi stare colà; aver ella bisogno di essere sola, la mia vista in quel momento esserle di pena. Mi allontanai e venni solo al villaggio, stranamente commosso nell'animo. Invidiavo il mio compagno d'essere partito per quella terra dei sogni, verso cui sì acceso pure si volgeva il mio segreto desio; lo invidiavo ancora di più per essere egli amato di quella guisa, come lo amava Margherita. Se io fossi stato amato così oh certo non sarei partito, mi dicevo; ma aimè! nessuno mi amava!...
«L'idea di fuggire dal villaggio, di correr sulle traccie di Gian-Luigi, di affrontare ancor io l'incognita del destino mi venne allora subitamente e per la prima volta; e bene spesso doveva tornarmi e sempre più imperiosa, di poi. Ma come porla in esecuzione? Quali mezzi avevo? E poi, se non l'affetto, il timore mi legava a quelli che mi avevano allevato, ai quali divenuti vecchi ero oramai necessario. Non avevo tanto coraggio da abbandonarli: mi pareva che la mano adunca della Giovanna e lo staffile di Menico mi avrebbero sopraggiunto dapertutto.
«Passai un anno più tormentoso e più arrabbiato degli altri. Anche la mia benigna visione pareva mi avesse abbandonato. In capo ad un anno fui libero di me, ma in virtù d'una tremenda catastrofe.»
CAPITOLO XVII.
Maurilio sospese un istante la sua narrazione, esitò visibilmente, le sue guancie pallide e smunte s'infuocarono ad un tratto di cupo rossore; prese fra le sue le mani di Giovanni, e stringendogliele con forza, curvandosi su di lui, riprese a dire con isforzo ed a voce sommessa:
— Poichè ti dico tutto in quest'ora di espansione dell'anima mia, ti dirò pure cosa che ho con infinita cura nascosta a tutti quelli che potei, ed a voi miei amici più studiosamente ancora che ad altri, e cui potete accusarmi l'avervi nascosta. Ma tu, che mi ami più di tutti, tu avrai compassione della mia vergogna, e perdonerai alla mia debolezza.
— Parla, parla: disse Giovanni con molto affetto, corrispondendo alla stretta convulsa delle mani di Maurilio.
— Odimi adunque, esclamò questi, levando il capo ed agitandolo, come per iscuoterne un peso che lo gravasse; e così continuò il suo racconto: