«— Sta a vedere che gli è un ladro di campagna.

«— Mi ha tutta l'aria d'un rimminchionito.

«— Bisognerà farlo cantare... A me, a me che gli vo torre il filo della camicia.

«Così disse quel della voce esile e dirizzando poscia il capo verso di me, fe' con esso un cenno di richiamo:

«— Ohei, martuffino, figliuolo d'una versiera, dà un po' retta qui.

«Io lo guardai: gli occhi piccoli, irrequieti, malignamente vivaci di colui che mi parlava — un omicciattolo mingherlino, collo stampo di tutti i vizi sulla faccia degradata e i bernoccoli di tutte le più brutte passioni sul cranio raso di capelli — quegli occhi mi fecero rabbrividire. Chinai lo sguardo innanzi al lume sinistro di quegli occhietti e mi sentii tutto invaso da una penosa suggezione, da un profondo timore, da un insuperabile ribrezzo.

«— Sei tu muto o scemo, caro il mio bamboccio da forca? Riprese quel cotale. Vieni un po' qua che facciamo conoscenza, poichè siamo alloggiati alla medesima osteria.

«Io nè mi mossi, nè feci motto.

«Egli allora si levò a sedere.

«— Oh oh! esclamò: gli è un sordo e muto, nato e sputato: ma sta a vedere, Stracciaferro, che io fo il miracolo di guarirlo in un momento.