— Ti dicevo d'un riccone che tu conosci, e che di quando in quando ti umilia con un po' di elemosina. Sai già chi voglio dire: il marchese di Baldissero.

Lo sconosciuto aveva prestato sino allora vivissima attenzione ai discorsi de' suoi due vicini, e quando Marcaccio aveva abbassata la voce, egli, per non perderne pure una parola, s'era sporto della persona ad appressare l'orecchio al parlatore; ora all'udir pronunziato quel nome, sembrò accrescersi ancora l'interessamento con cui ascoltava, e tutto tutto parve intento ad afferrare le parole di Marcaccio.

Codesto vedeva l'oste, il quale, riaccoccolatosi dietro il suo banco, faceva scorrere di sotto alle prominenti occhiaie il suo sguardo da gatto per tutta la stanza dell'osteria.

— Uhm! Diceva egli tra sè di mal umore. Se l'ho detto che codestui era un mercante di fiato... Un novizio però!... Ve' come si sporge, come allunga il collo e tende gli orecchioni!... Lo si può riconoscere da lontano le cento miglia... Uhm! Uhm! E quel soro di Marcaccio non ci abbada... Ha tanto giudizio come un fiasco rotto, ed è ubbriaco come una doga... Chi sa che razza di discorsi scomunicati mi sta facendo! Uhm! Non vorrei che compromettesse la mia osteria e me..... Quanto a lui vada pure a dar calci a rovaio che poco me ne importa; quantunque con esso ci sia da guadagnare dei bei denari..... Che il diavolo lo scavezzi; ma non vorrei che tirasse me nella ragna; e chi sa che cosa può dire, ebbro com'egli è!....... Uhm!....... Bisogna avvertirlo.

E s'alzò da sedere, avviandosi lentamente a suo modo verso il desco occupato da Marcaccio e da Andrea.

— Ah sì, il signor marchese, diceva intanto quest'ultimo: quello è un galantuomo... Oh sì un vero galantuomo!

Marcaccio scrollava compassionevolmente le spalle.

— Un galantuomo! Perchè ti dà qualche soldo di quando in quando di quelli che non sa cosa farne, e ne ha tanti che basterebbero a far vivere dugento altre famiglie.

— Ne dà a tutti: ripigliava con un certo calore Andrea: ne dà a tutti il marchese... io non oso molto comparirgli davanti, perchè me, mi strapazza, e quando strapazza con quella sua voce grave, e con quella sua faccia severa, e con quella sua bella figura da vecchio, a me, lo dico senza vergogna, mi fa un certo effetto..... Perchè sento che non ha torto, quando mi dice che sono un fannullone, un tristo arnese e che ho messo sulla paglia la mia famiglia..... Sulla paglia? Ne avessimo almeno di paglia!..... Ma mia moglie, alla mia povera moglie, concede tutto ciò che domanda; e se ella osasse andarci più sovente.... ma la si vergogna..... e massime per me che le tocca sempre difendere innanzi al marchese..... Breve! Quello lì è un ricco di cui non si ha da dir male.

— E tu sei uno sciocco che non sai ciò che ti peschi: proruppe Marcaccio. To', bevi ed ascoltami.