— È dunque un signore?
— Certo! L'aria lo dice a prima vista, e poichè è venuto a ripararsi qui al castello ha già dato tre o quattro scudi di mancia.
— Come? Esclamò la contessa dirizzandosi della persona con aria corrucciata.
— Sì signora: uno al domestico che gli ha fatto una fiammata, per asciugarlo, nel camino della sala della caccia; un altro al guattero che gli ha portato una scodella di brodo; un altro al lacchè il quale gli prestò una vesta da camera del signor conte perchè si potesse toglier di dosso il soprabito immollato... Oh! si vede subito che gli è una persona come si deve.
— Ne parli con troppo entusiasmo... Ha dato uno scudo anche a te? La cameriera diventò rossa e fece a schermirsi dal rispondere.
— Non dir bugia; anche tu hai preso la mancia?
— Poichè la signora contessa vuole saperlo... Il signor Dottore lo seppe fare con tanta grazia, che il rifiutarlo mi parve una inutile scortesia.
— Signor Dottore! Come sai tu ch'egli sia dottore?
— Il valletto mi ha data la carta di visita da portare alla signora contessa...
— E tu l'hai letta?