— Senza volerlo.... I miei occhi ci son caduti sopra.....
— Va benissimo. Mi piacerebbe soltanto sapere con qual pretesto quel signor dottore potè darti lo scudo.
— Mi pregò di fargli compagnia; mi disse che a star solo s'annoiava, che la mia compagnia gli era amenissima.
— Davvero! E a te la sua?
— Oh! Egli è il più gentile fra quanti signori io abbia visto, e sa dire di certe cose!... Di tutti quei giovani conti e cavalieri che fanno visita alla signora contessa non ce n'è uno che passando non si fermi alcun po' meco a barzellettare; ma le assicuro in verità che nessuno di essi può stare a petto di questo dottore.
La contessa prese un'aria sempre più severa:
— Mi dispiace che i miei famigli accettino così delle mancie dal primo venuto; e tanto più mi dispiace di voi che siete più specialmente addetta alla mia persona. Ne parlerò al maggiordomo perchè ci metta ordine, e ciò non accada mai più. Andate.
La cameriera si avviò a capo basso, ma quando fu per metter piede fuori della stanza, lanciò un'ultima domanda, come il Parto ritirandosi lanciava un'ultima frecciata.
— Se il dottore domanda ancora di presentarsi alla signora contessa, che cosa abbiamo da rispondere?
— Che non ricevo: disse asciuttamente la contessa, ma poi tosto correggendosi: cioè..... alla campagna si può vedere senza tratto di conseguenza certe persone che non si riceverebbero in Torino... anche senza che sieno presentate. Se domanda ancora d'essere introdotto presso di me, mi verrete ad avvertire e lo riceverò.