— Io non vi ho fatto nulla: balbettò egli con voce appena intelligibile. E se qualche cosa di me ha potuto offendervi.... posso assicurarvi che la non era mia intenzione affatto affatto.

Le simpatie di tutti gli spettatori di quella scena erano già di natura per Marcaccio contro il signore che era venuto a ficcarsi in mezzo a loro, ma la paura manifestata da quest'ultimo era fatta ancora per accrescergliene l'ostilità, mentre nulla più inferocisce una folla che la timidità della vittima.

Le parole dello sconosciuto furono accompagnate da un mormorio di scherno e di minaccia che accrebbe in Marcaccio la prepotenza e nell'altro lo sgomento.

— Dagli, dagli a quel muscadino: disse apertamente qualcuno.

— Fagli ballare il rigodone!

— Giù, giù su quel cappello!

Mastro Pelone credette sua convenienza d'intromettersi.

— Uhm! mormorava egli fra sè: questo sciamannato mi fa una buggera, ma di quelle... che il fistolo lo colga! Il commissario mi farà chiudere l'osteria, se non mi manda anche me in gattabuia... Che benedetto cervellino da galletto che ha questo scimunito!

Venne presso a Marcaccio e ponendogli chetamente sopra un braccio una di quelle sue mani da scheletro, gli disse con tono dolcereccio e con un sorriso che pareva la smorfia d'un epilettico:

— Via, via, amico mio, stai buono e non facciamo tafferugli....