— Contentami in codesto, diss'ella, mettendo la sua mano su quella di lui, te ne scongiuro.

Egli tolse via la sua destra e rispose con tono in cui cominciava ad apparire l'impazienza:

— Ti ho detto che avevo un certo interesse a continuare le mie gite in quella casa.

— Che interesse?

— Questo non te lo posso dire.

— Luigi, ti prego dal fondo dell'anima, dammi questa prova d'amore.

— Non posso.

— Io sono gelosa, lo sai, tremendamente gelosa di tutto e di tutte. Vorrei poter occupare io sola intiera la tua vita e la tua anima e il cuore. Sono gelosa anche del passato. Perchè sei tu venuto a destarmi quest'amore, se non volevi corrispondergli alla pari? Quando tu manifestasti alcun desiderio, non mi sono io affrettata ad acconciarmivi? Non ti domanderò nulla mai più; ma ora consenti a questo mio desiderio.

La fisionomia di Quercia era degna di nota in quel punto, chi avesse saputo esattamente osservarne la duplice espressione. Mentre le sembianze del viso erano atteggiate a quella graziosità un po' leziosa con cui si ascoltano dai vagheggini le parole di una bella signora, lo sguardo ch'egli faceva piombare sulla sua interlocutrice, era freddo, duro, quasi minaccioso.

— Via via, che cos'è questa insistenza? Se ti affermo che non hai nulla da temere in codesto, non ti basta?