— Vi assicuro, esclamò vivamente Pelone, che se mai per caso hanno dei sospetti, io non ci entro per nulla.

— Ma li hanno questi sospetti?

— Non credo.... Anzi no di sicuro.

Barnaba tacque un istante.

— Caro mastro Pelone, riprese egli di poi, fra i frequentatori della tua osteria c'è un personaggio di cui tu non mi hai ancora parlato mai, e che, per una combinazione veramente strana, non mi è ancora mai avvenuto di vedere.

— Ci siamo! Pensò l'oste cercando di prendere il meglio possibile un'aria da nesci. Qui conviene stare in gamba.

— Chi è che volete dire? Domandò egli. Ce ne vien tanta della gente alla mia povera osteria, con l'aiuto di Dio.... Che il diavolo mi porti!

— Intendo dire colui che chiamano col soprannome di medichino.

Pelone tossì per cinque minuti prima di rispondere.

— Ah sì, disse poi, l'ho udito nominare ancor io.... Forse è venuto qualche volta egli pure qui dentro, ma non l'ho osservato, o non me l'hanno additato, o non me lo ricordo.... Del resto, che uomo è egli costui?... È forse tale che possa interessarvi?... Volete che guardi d'informarmene?.... Sapete che non ci ha il mio pari in codesto; e se vi piace, saprò dirvi chi egli è, che cosa fa ed altro ancora....