Barnaba fece un gesto di minaccia verso Pelone col dito indice della mano destra.

— Oste mio, ho paura che tu faccia male i tuoi conti. Sai che a me non la si dà così facilmente ad intendere.

— Vi assicuro....

— Che tu tieni il piede in due staffe, gli è un pezzo che lo sappiamo, e siamo disposti a perdonarti fino ad un certo punto, quando tu ci compensi del nostro chiuder gli occhi sui tuoi malestri con importanti effetti d'altra parte; ma se invece tu credi poterti servire delle attinenze che hai con noi per aiutare i birboni e favorire le opere loro, alla croce di Dio che sapremo fartene pentire e mettere al passo anche te.

— Credete, messer Barnaba.... Vi giuro....

— Basta! Pensa ai casi tuoi e fa senno. Persisti intanto a non aver nulla da dirmi intorno al furto Bancone ed al medichino?

— Non posso che ripetervi le stesse parole: nulla affatto.

— Ancora una cosa. Bada che questa è la più importante e intorno a questa non ti si vorrebbe tollerare neppur l'ombra d'uno scarto.

— Che cosa mai? Domandò Pelone con interesse.

Barnaba si curvò verso il suo interlocutore, abbassò ancora di più la voce, e disse: