— Altrimenti... Ripeteva ancor esso l'ubbriaco, dominato per l'affatto dalla volontà del compagno.

— Che? Prorompeva la donna vieppiù indignata. Minacci tua moglie tu? Sei tu ancora il mio Andrea? Oh che cosa mai hanno fatto di te!........... Andrea, ti scongiuro, vieni a casa.... Vieni a vedere i tuoi figli.....

E voleva cingerlo colle braccia; ma egli rigettandola:

— Lasciami ti dico; vacci tu a casa e non seccarmi dell'altro.

— No, non ti lascio: insisteva essa tornando a volerlo abbracciare; voglio che tu venga meco.....

— Ah! Quanto sei babbeo a lasciarti piantar di queste grane: diceva Marcaccio. Se foss'io, a quest'ora l'avrei già ridotta alla ragione.

— Va via: urlò l'ubbriaco serrando i pugni.

— Non vado: rispose animosamente Paolina. Sono venuta a prenderti per condurti presso i tuoi figli; non esco se tu non vieni meco.

E siccome ella era sul punto di gettargli le braccia intorno al collo, il disgraziato la respingeva allungando innanzi a sè il braccio col pugno serrato, il quale colpiva violentemente a mezzo il petto la povera donna.

Paolina gettava un grido e cadeva alla rovescia mentre una schiuma sanguigna le veniva alle labbra.