— Bene! Ben fatto! Così la si mette a posto: diceva quello scellerato di Marcaccio, mentre Maurilio in un salto era presso la donna e sollevatala la adagiava sopra una panca vicina su cui quelli che v'eran seduti s'affrettavano a farle posto.
Visto cader così sua moglie, un profondo e subito rimutamento si fece in Andrea. Parve per un istante da lui dileguata ogni ebbrezza. Sorse di scatto e fu presso alla misera donna, turbato, commosso, pentito.
— Paolina! Diss'egli con accento pieno d'affetto, di rincrescimento, quasi di pianto, Paolina!
E parve volesse dire mille cose, ma che, l'intelligenza non soccorrendogli, non sapesse in altro modo esprimerle che ripetendo il nome di lei:
— Paolina! Paolina!
Maurilio intanto interrogava con molto interesse la donna.
— Vi sentite male? Se prendeste qualche sorso di brodo caldo? O meglio se veniste alla più vicina farmacia a farvi dare un cordiale?
Paolina si asciugava colle mani medesime, in mancanza di pezzuola, la schiuma sanguigna che le era venuta alle labbra, si sforzava ad abbozzare un sorriso, e rispondeva colla voce affannosa:
— Non è nulla.... Grazie.... Non è nulla.... Da un pezzo di tempo sono così debole, che il dito d'un ragazzo mi getterebbe in terra..... Soffro sempre tanto qui....
E si premeva il petto con tutte due le mani.