Il fanciullo non mostrò stupore nessuno, nè gioia, nè riconoscenza: s'alzò e si pose a camminare a costa dello sconosciuto, ma tutto ingranchito ed intirizzito com'era, co' piedi irrigiditi e dolorosi per la gonfiezza, mal potè farlo, onde mossi appena alcuni passi, si fermò e ruppe in pianto.

Lo sconosciuto fermessi pure e gli domandò:

— Che cosa hai?

Il bambino rispose della solita guisa:

— Ho freddo, ho fame.

— A casa la nonna non ti darà da cena?

Il fanciullo scosse la testa.

— Una crosta di pane se la è di buon umore e non lo è mai.

E seguitava a piangere, e batteva i denti.

Nell'oscurità della via, poco lontano brillava il rosso chiarore che gettava per l'uscio a vetri la bettolaccia che ho già accennato.