— Per carità! Esclamarono Maria e Teresa a cui si strinse il cuore alla vista dei mali trattamenti onde era fatto segno l'amico di Francesco.

E Gian-Luigi, facendosi innanzi con tutta l'autorevole imponenza d'un marchese del secolo scorso che si preparasse a castigare i suoi lacchè, gridò fieramente:

— Olà, mariuoli, volete smetterla, o ch'io, dietro rapporto a chi di dovere, vi faccio gustare un po' di ferri...

I birri si volsero inveleniti verso il dottore; ma anche su di loro fece effetto quella sembianza di autorevolezza; borbottavano però qualche insolenza e qualche minaccia, quando frettolosi entrarono nel salotto, non senza turbamento nel volto, i due arcieri che erano rimasti nelle anticamere. Dietro di essi pervenne colà il rumore caratteristico d'una massa di gente che tumultua.

— Che cosa c'è? Domandò il capo dei birri ai suoi due subordinati che entravano così precipitosamente.

— Tutti gli operai della fabbrica, armati di stanghe, di leve e di martelli, accorrono qua minacciosi.....

— Oh oh! Ribellione alla forza pubblica: disse il brigadiere dei carabinieri, aggiustandosi al petto la tracolla che gli sosteneva la sciabola. Badi signor Benda che codesto non vorrà avantaggiare le sue condizioni... Al contrario!...

Egli non aveva finito di parlare che sboccavano nel salotto impetuosi gli operai in attitudine tutt'altro che pacifica, e primi innanzi a loro, come duci, Bastiano il portinaio, il direttore della fabbrica ed i capi dei laboratoi.

— Signor Benda: cominciò senz'altro il direttore; siamo venuti a vedere che cosa si vuole da Lei, e se mai qualcheduno osa venire in casa a farle delle prepotenze; chè noi codesto, alla croce di Dio, non lo tollereremo mai.

— No, non lo tollereremo, urlarono una ventina di voci dietro i capi; e il grido si ripercosse nella camera vicina dove si assiepavano quelli degli operai che non avevano potuto intromettersi nel salotto ancor essi.