— Eh! che non vorreste la povera gente si dèsse un poco di spasso? Si divertono bene loro, i signori; e cocchi, e cavalli, e feste d'ogni maniera, e banchetti in cui si mangia in una volta quello che ci costano i nostri pasti di un anno. E se io vo' sollazzarmi alquanto non ho costà la cassa di ferro, in cui sono a torrette i marenghini, da pescarci dentro, ma bisogna che mi raccomandi a quel porco nen-da-vend d'un Macobaro[3], per fargli comprare per pochi soldi or questo or quello dei miei stracci, o delle mie masserizie. E ripeto che i poveri son matti a pigliar la scalmana pei ricchi; e che si accoppino pure tutti quanti, non abbiamo che da rallegrarcene, chè gli è un tanto di nostro guadagno.

La violenza di queste parole destò una viva manifestazione di corruccio e di riprovazione nella maggioranza.

— Bravo! Esclamò il direttore. Se i ricchi non ci fossero, chi darebbe lavoro e chi lo pagherebbe ai poveri?

— Se non ci fossero i ricchi, non ci sarebbero più nemmanco i poveri; quel denaro e quelle proprietà che i ricchi hanno accaparrato tutto per essi, che hanno usurpato sul povero, sarebbero ugualmente distribuiti a tutti, che tutti in fin dei conti siamo uomini uguali, e ciascuno ne avrebbe secondo suo bisogno. Quanto poi al lavoro dell'operaio, eh! anche in ciò m'intendo ed ho sentito da persone che ne sanno più di noi, e potete domandarne a Marcaccio, chè esso ve ne farà conoscere; ho sentito che la è un'ingiustizia il guadagno che il padrone di fabbrica fa sul nostro lavoro, e che tutti quei proventi gli è noi stessi che dovremmo spartirceli fra noi....

— Quante bestialità! Esclamò il direttore. Il padrone avrebbe da contentarsi di farci lavorare e non averne profitto....

— Ma gli è che non ci sarebbero più padroni...

— Sì il mondo alla rovescia.... Senza padroni, come ci sarebbero gli opifizi, come le macchine, come il capitale?

— Giusto! Il capitale è il nostro nemico.... Me l'hanno provato chiaro come il sole... Macchine, opifici e tutto quanto, sarebbe roba nostra.

— Ti ripeto Tanasio, che queste sono bestialità che non hanno il senso comune.

— Già, le trovate bestialità, voi che partecipate dei profitti del principale....