E il domestico interrompendo con un insolente sogghigno:

— Alla contessa Staffarda ci s'intende... Ma dica un po', sor medichino, che cosa è l'arresto di questi due di cui fa cenno? Sono essi dei nostri?

— No: riprese Gian-Luigi crollando impazientemente le spalle.

— Be'... Io son di parere allora che la fa male Lei ad immischiarsene... La Polizia non bisogna toccarla, se non ci tocca... Lasci un po' che arresti chi vuole, quando la non ci viene a rompere le tasche a noi.

Il medichino si volse con tutta l'autorità e l'imponenza della sua supremazia.

— Olà! Mi pare che tu ti picchi di farmela da mentore eh?... Non tollero di queste seccaggini, io... fai quello che ti dico senza rompermi le tasche, ne prendo un altro a tua vece.

— Non parlo più: disse il domestico raumiliato. Mi pareva.... credevo bene.....

— Ti pareva falso e credevi male..... Stai certo che tutto ciò ch'io faccio gli è pel bene della cocca e non seccarmi altrimenti. Quest'altro fogliettino recherai in via porta..... nº..... piano terreno, uscio a dritta, appena nel vestibolo. Batterai nell'imposta sinistra due colpi, poi dopo un piccolo intervallo un altro, poi dopo altra pausa ancora tre; allora la porta ti si aprirà ed a chi ti verrà innanzi farai i segni dell'iniziazione massonica; quando ti avrà risposto, domanderai se esso è Medoro Bigonci..... Ricordati bene questo nome..... Alla risposta affermativa gli consegnerai quella carta, che ti farai restituire, ed appena sia pronto lo condurrai in Cafarnao, passando non per la bettola ma per la bottega di Baciccia. Io sarò là ad aspettarvi.

— In Cafarnao! Esclamò il domestico stupito all'estremo. Proprio in Cafarnao? Ripetè come se credesse di non aver capito.

— Sì: disse asciuttamente Gian-Luigi.