— Che scusi, ma non son io che sarei capace di mancare alle convenienze come quell'animalaccio di Stracciaferro. Io mi rimetto a giacere per obbedirla, e son tutto orecchie ad ascoltare le sue parole; e poi quando Ella mi avrà dato i suoi ordini, se la mi permetterà, avrò anch'io da spifferarle quattro ragioni in croce.
— Quel che t'ho da dir io, è detto in due motti. Primo, cercherai i quattro supremi consiglieri della cocca e loro comanderai a mio nome di trovarsi qui stassera alle sette. I capi-squadra sono avvisati di radunarsi nella bettola di Pelone.
Graffigna si levò su a sedere sul suo giaciglio con atto di molto interesse.
— Oh oh! Esclamò egli. Ci sono dunque grandi cose in aria?
Gian-Luigi chinò in segno affermativo la testa.
— Benone! Disse tutto lieto il galeotto mentre tornava a sdraiarsi.
— In secondo luogo, continuava il medichino, ho grande interesse di sapere chi sia quel poliziotto che stamattina si recò a fare una perquisizione in casa Benda. Ho chiamato Pelone appunto per averne alcuno schiarimento, che mi penso egli potrà darcene. In difetto, quand'egli non sappia o non voglia parlare...
— Eh eh! disse tranquillamente Graffigna: si potrebbe farlo cantare anche contro voglia.
— No: interruppe vivamente Gian-Luigi; nessuna violenza... D'altronde Pelone ci è troppo necessario per disgustarlo... e troppo pericoloso per farcelo diventar nemico. Quand'egli taccia, fa di scoprir tu con ogni mezzo che ti parrà migliore, e quando tu lo abbia conosciuto...
Il medichino parve esitare.