Gian-Luigi tornò ad arrestarsi presso il galeotto.
— E quel biglietto, l'hai tu costì?
— Sì signore: rispose il mariuolo tirandolo fuori da una tasca e porgendolo.
Il medichino lo prese con isgarbo impaziente: si recò sotto la lampada che pendeva dalla vôlta, e rottone quasi disdegnoso il suggello lesse queste parole:
«In nome di Dio Eterno, bisogna che ci parliamo. Fa d'ingannare la sorveglianza sempre più sospettosa di mio padre, e vieni. Un tempo ne trovavi i modi e le ore. Il Signore ha — debbo dire benedetto o maledetto? — ha fatto fecondo il nostro amore. Sono madre. Mio padre mi ucciderà, se tu non mi salvi. Salvami, Luigi!»
Questi spiegazzò la carta nella mano in un moto vivace di contrarietà stizzosa: poi tornò a rispianarla e lesse un'altra volta il biglietto. Stette un po' immobile con quel foglio innanzi agli occhi, sotto ai raggi della lucerna come riflettendo: quindi stracciò in minutissimi pezzi la carta e riprese ad andare su e giù, gettando qua e colà gli squarci che teneva in mano, del modo che fa del frumento il seminatore nel campo.
Graffigna lo seguitava sempre con quel suo sguardo malizioso.
— Cattive nuove, eh? Diss'egli dopo un poco. Gelosie, rampogne, pianti e supplicazioni, ci scommetto. Ah quelle benedette donne ce ne dànno dei fastidii da portare! E dire che quando si è giovani non se ne sa star senza! Eh! eh! Ho avuto ancor io i miei grilli al mio tempo e so da che parte spuntano i corni della luna..... ed anche gli altri corni. Testè, quando ho acceso il fuoco nella casina, avevo pensato di mettere quel bigliettino sulla mensola del salotto, perchè Lei, venendo, lo vedesse di subito e lo prendesse: ma poi mi sono detto: no, Graffigna, non conviene; il medichino può venir qui accompagnato da qualche donnetta, oppure qualche sottanino può venirci anco prima di lui ad aspettarvelo..... Eh eh! si sa che gagliardo d'un mariuolo Ella è in punto a codesto...
Gian-Luigi che camminava sempre a capo chino e pareva non prestare la menoma attenzione al chiaccherio del suo compagno, ora, come infastidito d'un tratto da quella fluenza di parole, volse la faccia sdegnosa verso Graffigna, e gli disse imperiosamente:
— Taci!