— Non parlo più..... di tale argomento, perchè quanto al resto ho qualche cosa da dire di assai rilievo, e che la prego di ascoltare.
Il medichino sedette presso la tavola e tamburellando colle dita sul piano di questa disse:
— Allora parla, e fa presto.
— Il colpo che si è fatto nella banca l'altra notte fu un bel colpo, non c'è che dire, ma io ne ho in vista tre altri ugualmente e forse ancora più belli.
Graffigna tacque un istante come per aspettare una parola d'encomio o di curiosità o d'incoraggiamento a continuare, da parte del medichino; ma questi, appoggiato il gomito destro e sorreggendo la sua fronte alla palma della mano, rimaneva immobile, fisso lo sguardo ardente sulla figura da faina del galeotto. Questi continuava:
— Fra cotali tre colpi c'è da scegliere quello che più torna: io son d'avviso che conviene prenderli in considerazione tutti tre, prepararli bene e col dovuto intervallo farli l'uno dopo dell'altro. Il primo sarebbe contro il marchese di Baldissero. Si potrebbe scegliere una notte in cui i padroni fossero al ballo, come avvenne la notte scorsa: parte dei domestici profitta di quest'occasione per andarsela a godere; rimangono in casa ordinariamente due vecchi e le cameriere, gente di cui si può aver ragione con poca difficoltà. Introdursi là dentro è facilissimo pel cortile che, mercè le scuderie, comunica con un altro a cui si può aver accesso. La disposizione delle stanze nel quartiere del marchese possiamo conoscerla a puntino per mezzo di una donna che fu abbastanza lungo tempo al servizio di quella famiglia, la Gattona, ch'Ella avrà già udito a menzionare. Gli è vero che da venti e più anni la Gattona è uscita di là; ma la casa è pur rimasta tuttavia colle medesime disposizioni interne, e non c'è altro di mutato se non che nelle stanze dove stava ai tempi della Gattona l'antico marchese, ora abita l'attuale; ed è in queste stanze che giace il morto. Nell'attuale stagione si sono esatti gli affitti e delle case della città e delle campagne; e quel birbone d'un milionario di marchese deve avere in cassa parecchie buone migliaia di lire.
Graffigna fece di nuovo una pausa; Gian-Luigi non aprì bocca, nè si mosse, tenendo pur sempre gli occhi fissi sul suo interlocutore.
— E uno! Esclamò Graffigna poichè ebbe atteso un momento. Passiamo al secondo. Questo si dovrebbe fare dal signor Benda.
A questo nome Gian-Luigi si riscosse. Innanzi alla mente gli passò di botto leggera e graziosa l'immagine della giovane Maria.
— Codesto poi no: interrupp'egli con vivacità; al signor Benda non ci si ha da pensare.