Sulla faccia del medichino si dileguò quell'espressione d'impazienza che incominciava ad accostarsi alla collera; una specie d'interesse simpatico vi si sostituì; gli era sempre quella terribile questione dei ricchi e dei poveri che gli veniva dinanzi; era quell'ambizione e quell'invidia che lui tormentavano, le quali apparivano ancor esse nella passione di Maddalena; egli la guardò seriamente e quasi con pietà.

— Lena, le disse, tu potresti avere e belle vesti ed ogni cosa che hanno le ricche, e potrei procurartene io stesso; ma tu sai che mi sei utile rimanendo in queste umili condizioni in cui ti ho trovata. Ho bisogno di un'anima fidata come sei tu...

— E s'io ti sono utile, proruppe la donna, e se io sono pronta a dare anche il mio sangue per te, perchè mi ami tu meno di quelle tue schifiltose poppatole delle sale, che, dove sapessero il vero esser tuo, ti sprezzerebbero e si vergognerebbero di averti conosciuto?

Una fiamma di rossore passò sulla faccia di Gian-Luigi.

— Ah! se mi trovassi mai una volta muso a muso con una di quelle smorfiose! Sclamò Maddalena con represso furore, digrignando i suoi denti da jena. Che sì che mi piacerebbe disfarle quel mostaccio imbellettato.

Il medichino si alzò.

— Oh basta: diss'egli severamente. Che diritto hai tu sopra di me? Che promesse ti ho io fatte di cui tu possa invocare il mantenimento?

Maddalena liberò le sue mani dalla stretta di quella di Gian-Luigi e si contorse le braccia in atto di disperazione.

— Sì, gli è vero! Esclamò essa con accento tronco e doloroso, che pareva interrotto dal singhiozzo. Sì, che cosa sono io? Un nulla, una povera stracciona a cui tu hai fatto un grande onore prendendola, di passata, per un passatempo, o meglio per incatenarla di più a te, affine di servirtene mediante un'elemosina di amore. È vero: io non ho chiesto nulla, e tu non mi hai nulla promesso. Con che fronte avrei io domandato? Ma la mia cieca devozione, ma il mio sconfinato abbandono, ma l'aver io tutto lasciato del mio passato, non meritano forse da te alcun riguardo?

— Lo meritano e lo hanno: disse Gian-Luigi colla calma d'un superiore che si piace d'accondiscendere alle preghiere d'un subalterno; e passando carezzevolmente la mano sui capelli della giovane, soggiunse con alcuna tenerezza nell'accento: — Non ti ho io introdotta nei misteri della mia vita; non sei tu conscia di me come l'anima mia? Oh va che nessun'altra può competer teco a questo riguardo. Non cerco io da te altresì delle dolci ore d'oblìo?...