— Or dunque, continuava Maurilio, s'io ti vorrò bene e se ti farò del bene, non domando altro in compenso da te se non che tu pure abbia poi per me alcuna affezione. Tu dici che nessuno ancora ti ha amato. Povero bambino! Io pure passai una infanzia pari se non peggiore della tua; io più che ogni altro posso capire la tua disgrazia e compassionarla a dovere. Noi ci ameremo. Vien qui, dimmi tutto di te. Quanti anni hai?

— La nonna dice che ne ho dieci; ma nessuno vuol crederlo e dicono tutti che all'aspetto ne mostro sette od otto.

— Tu non hai conosciuta tua madre?

Il piccino scosse gravemente la testa in segno negativo.

— Poveretto! Esclamò Maurilio con voce in cui vibrava una profonda emozione. E ne hai tu qualche memoria, alcuna reliquia?

Luca seguitò a scuoter la testa di quel modo.

— Ci pensi tu qualche volta a tua madre?

— Sì: rispose il ragazzo quasi esitando: quando la nonna me ne parla.

— Almeno tu hai qualcheduno che l'ha conosciuta, che le appartenne e che può parlarti di lei!... Io no.... E che cosa te ne dice la nonna?

— Dice che la è stata la sua sciagura e che la era una sgualdrina.