Gli occhi di Maurilio balenarono di sdegno.

— La disgraziata! Gridò egli. Oh non crederle, sai, Luca alla nonna; non crederle queste cose di tua madre. La donna che ci ha dato la vita è per noi sempre, dev'essere la più santa creatura dello universo. Fosse pur anco la più vile e colpevole, il sublime ufficio della maternità la nobilita innanzi ad ogni animo ammodo, per noi, a cui ella ha dato colla sostanza delle sue vene la esistenza, la rende mediatrice fra la nostra anima e Dio. Un santissimo vincolo è quello che lega e stringe la madre alla sua creatura. Nel nostro cuore palpita il cuore della madre, nell'anima di essa si appunta e vive, direi quasi, l'anima nostra. Nè questo vincolo si rompe pur colla morte!...

Sollevò il capo e guardò innanzi a sè con occhio che brillava d'una fiamma pressochè sovrumana.

— No, non si rompe! L'anima della madre è così congiunta, così intrecciata con quella del figlio, cotanto l'avvolge e la compenetra, che nemmanco la tomba non può separarnela del tutto. Ella — l'anima amorosa materna — ci segue, ci sta presso, ci veglia, e se non può materialmente farcisi scorgere, e se non può sfogare cogli amplessi terreni l'affetto, forse, e senza forse, è quella che ne ispira i nostri buoni pensieri, che ne infonde nei dolori calma e coraggio, che ci fa entrare nell'animo la dolcezza tante volte di un misterioso inesplicabil conforto.

Prese il ragazzo alle braccia e traendolo a sè, lo abbracciò con più viva espansione d'affetto.

— Senti, Luca, seguitava egli con voce sempre più soavemente commossa e dolcemente vibrante; non ti avvenne egli mai di vedere nelle visioni del tuo sonno una pietosa figura di donna che ti sorridesse? Nelle ombre della sera non hai mai visto disegnarsi innanzi a te, come in un chiarore nebbioso, una vaga, aerea immagine? Non hai tu mai sentito qui nel tuo capo come un susurro di parole amorose, qui entro il tuo petto come il tepore di una mano che ti carezzasse il cuore?

Il bambino continuava a guardare co' suoi occhi sbarrati quell'uomo che gli parlava sì nuove e per lui strane parole. Di certo egli non le capiva bene e intieramente; ma pur tuttavia dallo sguardo scintillante di Maurilio, dall'amplesso di lui, da quell'accento grave, tenero e commosso, sentiva penetrare entro sè un ignoto influsso che glie ne serpeva non senza gradevolezza nell'intimo, e suscitavagli non ancora provati sentimenti nell'animo. Chinò il capo tacitamente in segno affermativo, e il suo sguardo infantile e il suo viso patito e smunto erano tutto pensosi.

— Ebbene, ripigliava con calore Maurilio, in quei momenti comunicava col tuo spirito rinchiuso in questa tua carne lo spirito di tua madre. Se l'esserci incontrati noi due ieri sera nel fango di quella ignobile strada dove tu piangevi, potrà esserti un giovamento nella vita, siccome io spero, tu ne dovrai ringraziare l'anima di tua madre. Essa fu che ti pose sui miei passi, come la ignota madre mia mi condusse un giorno dinanzi quel generoso che doveva destare alla vita la mia intelligenza: e forse in questo istante le due anime pietose delle madri nostre sono qui stesso che ci guardano, che ispirano in me l'affetto che mi detta queste parole, in te quella commozione che t'impallidisce le guancie.

E l'occhio lucente di Maurilio si levava in alto, come a mirarvi i due spiriti delle morte donne che aleggiassero sopra di loro; e le pupille dilatate del fanciullo guardavano ancor esse fisse nello spazio incerte ed immote, quasi vedessero anche loro aperto innanzi a sè il mondo delle visioni ultraterrene.

— Luca: soggiunse con inesprimibile efficacia nell'accento il nostro protagonista; io t'insegnerò per prima cosa quello che è uno dei principali tuoi doveri: rispettare ed amare la memoria di tua madre. T'insegnerò a pregare per lei, ed a pregar lei che t'assista. Le preghiere dei sopravvivi giovano ai morti, e le preghiere della madre morta placano la ferocità del destino pei figli, ottengono alla loro anima la forza e la virtù. Forse ti avranno insegnato a pregare i santi, perchè essi intercedano fra le nostre miserie e la grandezza di Dio; il migliore di siffatti intercessori è l'anima di nostra madre.