In questo punto l'uscio si aprì vivamente ed entrò la Rosina, commossa, cogli occhi inumiditi da due lagrimette. Ella era madre, la sua natura era la più amorevole e pietosa; come avrebb'ella potuto ascoltare i discorsi di Maurilio senza commoversi?

Ebbe rimorso della poca simpatia che aveva provato sino allora per quel giovane melanconico e taciturno; e sentì quasi l'obbligo di farne subita e manifesta ammenda. Senza curarsi punto di rivelare l'indiscrezione da lei commessa nell'ascoltare dietro l'uscio, Rosina irruppe nella stanza colla mano tesa verso Maurilio attonito a quella brusca interruzione.

— Bravo! Esclamò essa. Bravissimo! Queste sono belle parole e questi sono bellissimi atti. La sua è una santa opera, e il buon Dio ne la ricompenserà di sicuro.

Ed ecco che essa non aveva ancora finito di parlare quando sopravvenne un fatto che pareva volerla pienamente contraddire, chi volesse cercare negli avvenimenti immediati della vita terrena l'azione della giustizia divina.

Una forte scampanellata data con mano robusta e che annunziava la maggior premura del mondo, fece accorrere Rosina all'uscio del quartiere. Vide affacciarsi un uomo a faccia sospetta e dietrogli nel pianerottolo quattro altri individui con faccia non meno sospetta di lui.

— Che cosa cercano? Domandò Rosina con aria niente affatto incoraggiante, mettendosi fra i due battenti ad impedire il passo a chicchessia, e pronta a richiuder bruscamente l'uscio sul muso a chi si volesse avanzare.

— Cerchiamo tante cose: rispose con un dubbio sogghigno l'uomo che veniva il primo; ma perchè le possiamo trovare, conviene che Ella ci lasci venir dentro.

La moglie di Vanardi, che era la più coraggiosa donna del mondo, scosse fieramente la testa.

— No signore. Non li lascierò entrare finchè non mi avranno detto chi cercano e che cosa vogliono.

— Bene: rispose di nuovo quel medesimo che aveva parlato prima; abbiamo da parlare ai signori Bigonci e Nulla, e quello che vogliamo lo diremo loro.