Il giovane glie la diede. Lo stipo fu aperto, i panni sciorinati, ogni cosa frugata, sequestrato lo scartafaccio in cui Maurilio soleva scrivere in pagine che nessuno aveva visto, nè secondo il suo concetto doveva veder mai, il più recondito dei suoi pensieri; scartafaccio su cui egli stesso aveva scritto la parola farragine. Fra i varii oggetti cadde eziandio in mano al poliziotto l'involto in cui erano contenuti il rosario, il bottone da livrea e la lettera che erano stati trovati addosso all'infante abbandonato sulla strada.
Maurilio, che aveva visto con immensa pena afferrato, brancicato e sequestrato il suo manoscritto dall'agente di polizia, e non aveva pur osato far motto, ora vedendo quell'involto per lui sacro nelle mani profane d'un carabiniere, ebbe il coraggio di prorompere supplicando:
— Ah no, codesto! Non mi tolgano codesto, per carità!
Siffatta supplicazione era acconcia ad accrescere ancora la voglia di vedere che cosa quell'involto contenesse; ma nello spiegar la carta, la mano grossolana del carabiniere lasciò cader per terra il bottone d'argento, il quale andò a rotolare tra i piedi di Gognino, che era stato lì interito a mirare quella scena, senza quasi trarre nè anco il fiato. Il nipote della Gattona raccolse quell'oggetto luccicante, lo guardò e disse non senza meraviglia:
— To' to', il bottone della nonna!
Benchè turbatissimo fosse in quel momento Maurilio, le parole di Gognino gli fecero una profonda impressione: fu d'un balzo presso al ragazzo, e prendendogli il bottone di mano, lo interrogò con voce soffocata per emozione:
— Che dici tu? Che cosa vuoi tu significare? Come questa cosa potrebb'ella essere della tua nonna?
— Io voglio dire, rispose il fanciullo, che la nonna ha un bottone tale e quale come questo, e che la lo tien prezioso per non so che memoria.
Maurilio divenne infuocato in volto pel subito, tumultuoso precipitarsi del sangue commosso al cervello. Le orecchie gli tintinnirono, gli occhi ebbero dinanzi uno scintillio; mille idee gl'invasero confuse e disordinate la mente: il cuore sentì mancarsi il battito in uno spasimo di subita passione, gli parve che la mano del destino gli comparisse d'un tratto davanti ad aprirgli il mistero della sua vita.
Le seguenti supposizioni ed induzioni si urtarono e s'intrecciarono nel suo capo: — Che un legame esista fra me e quell'orrida vecchia di vita infame!... Cielo! ch'ella fosse mia madre!... La subita compassione da me provata per questo bambino e il proposito fatto di venire in suo soccorso, altro non sono forse che l'effetto d'un vincolo di sangue onde siamo uniti... Quella sarebbe la mia famiglia?...