Mario arrossì.
— La mia parola: diss'egli con vivacità.
— E se voi morite?
Tiburzio tacque un istante, riflettendo.
— Avete ragione: diss'egli poi. Redigete voi stesso uno scritto in cui sieno contenute tutte le disposizioni onde convenimmo, che riguardano voi personalmente e la classe che rappresentate; sotto questo scritto, con solenne promessa di effettuarne fedelmente il contenuto, ci firmeremo io e tutti i capi del movimento insurrezionale.
Il medichino tornò ad inchinarsi per mostrare che quello spediente lo soddisfaceva abbastanza: poi arrovesciatosi sulla spalliera mandò al vôlto lentamente una boccata di fumo bianchiccio dell'avana, compiacendosi a guardarne le spire.
— Insomma, riprese egli dopo un istante, voi state per giuocare la vostra testa, e volete che anch'io... e quelli che da me dipendono ci accordiamo il divertimento di questo giuoco. Sia pure; ma almanco abbiamo il diritto di conoscere le probabilità della partita e sapere le carte che si tiene in mano. Voi mi direte come debba aver luogo il moto, con quali elementi di successo, qual parte ci avete assegnata, e tutte insomma le più segrete risoluzioni che avete prese.
Mario esitò un momento.
— Ah mio caro signore: soggiunse vivamente Luigi: o la più compiuta fiducia o niente di fatto.
— Vi dirò tutto: disse ad un tratto Tiburzio.