Era abitudine costante di quella buona famiglia il radunarsi la mattina, appena alzati, tutti insieme a prendere il caffè nella stanza della mamma. Il padre sedeva sopra il seggiolone più presso al camino (quello in cui poche ore prima di questo momento abbiam visto Teresa far adagiare il figliuolo), la madre si assettava sovra una bassa seggiolina innanzi al marito, e frammezzo a loro due solevano mettersi Francesco e Maria, quello allato alla mamma, questa al papà. A questa radunanza non ci mancava mai nessuno, fuorchè il giovane avvocato, quando avea passata la notte, come ora era il caso, in qualche festa: e l'abitudine di esser tutti insieme era tale che quelle volte riusciva sempre spiacevole agli amorosi genitori il veder fra lor due la seggiola vuota, e sul vassoio una chicchera che non si riempiva.
— È rientrato tardi Francesco stanotte? Domandò Giacomo fra un sorso e l'altro di caffè.
— Poco più dopo le tre; rispose la madre.
— Tu già, secondo il solito, sei stata aspettandolo!
Teresa fece un piccol moto del capo che voleva dire: — È naturale.
— E questa mattina, continuò il padre, sor Francesco dormirà di sicuro fino a mezzogiorno.
— Ne ha bisogno: disse vivamente la madre. Quando è rientrato stanotte non si sentiva bene gran che....
Giacomo levò vivamente la testa, interrompendosi nel sorbire il caffè.
— Non si sentiva bene? Esclamò con vivo interesse.
— Ma non mi parve cosa d'importanza: s'affrettò a soggiungere la madre. Disse che il troppo caldo gli aveva fatto venire mal di capo. Figurati che per prendere aria, egli volle venire di Piazza San Carlo fin qua a piedi.