Quercia scosse il capo.

— Se siete forti abbastanza da vincere, diss'egli, avverrà così; ma se i Principi hanno essi le probabilità di schiacciarvi, i moschetti dei soldati italiani vi fucileranno con tutta tranquillità e precisione.

— Ma noi vinceremo: proruppe colla forza d'una vera convinzione il congiurato. Il potere dei Principi italiani posa sopra fondamento più labile che l'arena, poichè ha di sotto il meritato odio dei popoli.....

— E l'Austria?

— L'Austria sarà occupata dalla contemporanea insurrezione delle proprie provincie, e non potrà accorrere in difesa dei tirannelli nazionali..... Pogniam pure che essa riesca poscia a domare colle truppe delle altre parti dell'impero la rivolta italiana; ma ciò intanto non avverrà prima che la nostra rivoluzione sia vincitrice, e quando l'Austria crederà poter camminare sulla nuova Italia costituitasi, la troverà riunita dal pericolo comune, forte del suo recente trionfo, e della nuova libertà, infiammata dal desiderio d'emanciparsi per sempre dalla tutela straniera. La rivoluzione interna si cambierà in guerra nazionale; e quanto irresistibil forza abbiano i popoli che combattono tal guerra, ve lo dica la storia di Francia della fine del secolo scorso.

— Sia pure: disse accondiscendendo il medichino; ma per far tutto ciò occorrono delle armi...

— Le avremo; ne abbiamo già un buon dato. Varie casse sono penetrate nell'Italia media ed inferiore; parecchie eziandio in Piemonte; molte più sono in Isvizzera preparate e saranno introdotte questa settimana con mezzi sicurissimi. Quante ne vorremo poi, ce le procureranno gli arsenali stessi dei Governi che combattiamo...

— Sì! Bisognerà prenderli questi arsenali...

— E li prenderemo. Il popolo parigino ha ben preso la Bastiglia!...

— Qui, per la nostra Torino, qual è il piano di battaglia?