— Quando una congiura è scoperta non rimangono che due partiti: o precipitarne lo scoppio, quando ella sia matura, od aggiornarlo indefinitamente, sciogliersi i congiurati e fare scomparire ogni traccia del complotto.

— Il primo da noi non si può, e il secondo troppo ci rincresce farlo senza un'assoluta necessità che lo comandi. Piuttosto, anche colla certezza di soccombere, si lotti....

— Pazzie! Interruppe Luigi crollando le spalle. Qui non si tratta d'esser martiri, si tratta di riuscire. Orsù date retta, e non sciupiamo tempo e parole. Io, quest'io che guardate con tanto d'occhi, vi saprò dire che cosa sa o non sa la Polizia; se non si tratta che di sospetti in aria, io vi farò aver liberi i due arrestati, al momento della pugna io getterò nella strada una turba terribile per impeto e per furore che non solo paralizzerà ma distrurrà la forza pubblica. Ma oltre i patti già da voi consentiti occorre ancora una cosa: che voi sin d'ora assicuriate l'impunità a qualche eccesso di saccheggio che si commetta nella foga della riotta, che del pubblico tesoro, mi lasciate subito prendere quanto mi occorrerà per assoldare e contenere questi che saranno i nostri pretoriani della rivolta.

Mario Tiburzio per la prima volta travide in qual baratro quel pericoloso alleato voleva trascinarlo.

— Ma noi, esclamò egli, non vogliamo di questi pretoriani, noi non vogliamo eccessi....

Gian-Luigi si levò con impeto, sfavillante lo sguardo di potente ironia.

— Voi non volete? Voi non volete? Ma che concetto vi siete dunque fatto dell'opera vostra e delle condizioni sociali, da credere possibile una rivoluzione all'acqua di rosa, che finisca in canzoni e serenate? Chi vuole il fine deve volere i mezzi, e credete voi possibile arrovesciare il mondo senza che venga al di sopra ciò che sta di sotto, senza che si levino in bollore gli strati inferiori del mondo sociale, e con questo bollore salga alla cima del fiotto la schiuma? Il vostro, signori patrioti, è un liberalismo all'antica, sullo stampo greco o romano, che vede nella massa da una parte una casta di cittadini a cui concedere i diritti politici e rispettatissimo il diritto di proprietà, e dall'altra parte una turba di iloti e di schiavi a cui lasciare in retaggio la miseria e il freno crudele delle leggi penali. Se voi poteste trionfare da soli, passi: al dispotismo della monarchia oligarchica sostituireste addosso al proletario quello d'una borghesia mercantile, industriale ed avara; e il proletario non cambierebbe che di stromento della sua schiavitù economica e civile; ma, il vostro liberalismo più potente di frasi rettoriche che di braccia e di coraggio, ha bisogno del proletariato, ed avendo compreso questa verità è venuto a cercarne l'alleanza. Io, che rappresento la plebe, sono pronto a stringere quest'alleanza; ma voglio per Dio che a questa povera plebe, sia concessa alfine la libertà....

Mario sorse in piedi ancor egli, e interruppe parlando eziandio di forza:

— Sì la libertà, ma non la libertà del delitto. Sì la plebe la vogliamo emancipata anche noi, emancipata dalla miseria e dall'ignoranza, che è la peggiore delle miserie, ma non emancipata dal freno delle leggi del giusto e dell'onesto, che sono la salvaguardia d'ogni società. Voi, dottor Quercia, confondete colla plebe quella vil feccia che pur troppo esce in maggior numero dalle più povere classi sociali per arrabattarsi nel fango dell'infamia e della colpa. Con questa non transigiamo, non facciamo alleanza: essa non ha che la nostra compassione talvolta, sovente il nostro disprezzo.

Gian-Luigi impallidì e si morse le labbra, ma tacque.